Come Creare un Hashtag per Raccogliere le Foto del tuo Matrimonio su Instagram Gratis

Fra i vari eventi di quest’anno il più bello, importante e anche impegnativo è stato il mio matrimonio con Valentina.

Oltre alla miriade di dettagli da organizzare, giusto per complicarci la vita, ho deciso di raccogliere tutte le foto scattate dagli invitati al nostro matrimonio su Instagram, per poi mostrarle su un maxischermo durante la festa.
Ormai non è nemmeno più tanto originale, ma vi spiego comunque come ho fatto.

Tralascio l’infinità di tool che si possono usare. Qui trovate una lista, per avere l’idea.

Vi dico solo quello che ho usato io, che è gratuito, e si chiama liveflow.

Semplicissimo da usare. Basta mettere la data d’inizio e l’hashtag da aggregare e mostrare a video.

Attenzione però a non dare niente per scontato. Ecco alcuni consigli:

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Scrivere Qualcosa

Tante volte un blog nasce e poi muore poco dopo, lasciato nel dimenticatoio. A volte resuscita, come capita ciclicamente al mio.

Il problema principale è scrivere qualcosa, con regolarità. E per farlo serve un argomento. Facile a dirsi.

L’altro problema è che di blog ce ne sono a migliaia e gli articoli mi sembrano tutti rientrare in due filoni principali:

  • settoriali: parlano solamente a una cerchia ristretta di persone, seguendo il consiglio che molti blogger danno: individuare una nicchia e rivolgersi a quella. Trovo un perfetto esempio di questa tipologia di blog My Social Web, di Riccardo Esposito: scrittura precisa e puntuale, argomenti sempre pertinenti.
    Però io non riuscirei a farlo, credo che mi annoierei. Forse ritagliarmi una nicchia non è il mio forte, o non è quello che voglio.
  • trending: parlano tutti della stessa cosa. Scoppia il caso Moncler: tutti a dire la propria. Doppia spunta blu su Whatsapp: raffica di post d’opinione. Il problema è che poi queste opinioni, alla fine della fiera, si riducono quasi sempre a due. Con/Contro Moncler. Sì/No alla spunta di Whatsapp.
    Quando scrivo un articolo per il blog penso: serve davvero anche la mia opinione su questo argomento? Probabilmente no. E anche se servisse sarebbe difficile, su questi temi, averne una fuori dal coro e farla risaltare nella miriade di pensieri simili.

Di cosa scrivere allora?

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Un Content Marketer è un Ritratto di Picasso

Picasso - Ritratto di Juan Gris

Picasso – Ritratto di Juan Gris

Spesso mi capita di cogliere un’ispirazione leggendo un’infografica interessante. Quella di oggi mi porta a riflettere sul multitasking: lo spauracchio di chiunque lavori nel web. Ti costringe a saltare da un progetto all’altro senza sosta, senza logica e spesso senza nemmeno un vero motivo.

Ho iniziato a utilizzare Toggl, un time tracker che mi aiuta a capire quanto tempo dedico ai diversi progetti e ai singoli task di ogni progetto. Inutile dire che è una giungla; contro ogni principio della mia amata quanto – giocoforza – inapliccata Tecnica del Pomodoro. Task iniziati, stoppati, sostituiti, posticipati…

Ma non è di questo che voglio parlare. Quello che desidero evidenziare è il “dramma” del content marketer, di chi si occupa di creazioni di contenuti, che porta all’estremo il concetto di multitasking. Perché questa iperbolica parola, “dramma”?

  • Perché probabilmente se ti occupi di contenuto non sei un ingegnere (leggi web developer)
  • Perché se comunichi sui social probabilmente non sei un artista (leggi graphic o web designer)
  • Perché sicuramente se sei a caccia di “mi piace” o di “click” non sei incravattato (leggi sales o account)

Tu ti occupi di contenuto. È probabile che ci siano cose più importanti prima di te. Il cliente, la grafica, l’infrastruttura web. Diciamo la verità: spesso sei abbandonato a te stesso. Ed è proprio qui che nascono le varie sfaccettature di un content manager:

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A parte i soldi e gli “amici”, siamo tutti un po’ Zuckerberg

Questa bella infografica mette a confronto il 30enne medio e Mark Zuckerberg.

La differenza, in fondo in fondo, è solo qualche miliardo di dollari…

Image from Mashable: http://mashable.com/2014/05/14/mark-zuckerberg-vs-30-year-old/

Misure e dimensioni per un perfetto social media design

Ecco un’utile tabella riassuntiva che racchiude tutte le dimensioni fondamentali per creare l’immagine coordinata da utilizzare nella nostra strategia di social media marketing.

Un must da tenere sempre a portata di click. Almeno per me!

Social Media Spec Guide

by ashleighlay.
Explore more infographics like this one on the web’s largest information design community – Visually.

Statistiche di utilizzo dei Qr-code. Eppure si muove… [Infografica]

Altra infografica che parla di Qr-code. Il dato da sottolineare è che nel 2012 il 47% degli intervistati dichiara che userà un Qr-code come parte della sua strategia di marketing (contro l’8% del 2011).

Insomma è inutile ma non possiamo farne a meno?

SMM – Come Spaccare sui Social in 30 Minuti al Giorno [Infografica]

Sicuramente si tratta di stime un po’ ottimistiche, ma questa infografica suggerisce anche alcuni utili consigli per “governare” l’universo social che ci circonda!

Il Qr-code serve davvero a qualcosa?

Qual è l’utilità di un Qr-code? Tempo fa me lo chiedevo, ma la risposta era che per come veniva usato da noi, la sua reale valenza non era molta. Tuttavia questo è uno strumento che resiste nel tempo. Anzi, il suo utilizzo da parte dei pubblicitari sembra crescere nel tempo. Secondo comScore cresce l’utilizzo anche da parte degli utenti, anche se molti confessano di averli visti ma di non utilizzarli, o di non sapere come farlo.

Esistono però molti brillanti esempi di utilizzo di questo media. Ne riporto due di recenti:

1. Il ministero del turismo ecuadoriano si promuovere con un qr-code applicato al prodotto che esporta maggiormente nel resto del mondo: la banana.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=n-WyPqpcvnk]

 

2. Un candidato sindaco di Viterbo, Gianmaria Santucci, lo utilizza addirittura nei manifesti elettorali e ci organizza nientemeno che un flashmob.

Gianmaria Santucci Qr-code

Foto: http://qrcodeitaly.blogspot.it

In entrambi i casi c’è un vecchio “mezzo” e la necessità di comunicare qualcosa di nuovo.

Questa a mio avviso è una delle due letture per utilizzare correttamente il Qr-code: stimolare l’utente a scoprire qualcosa. Ma poi dargli veramente qualcosa, che magari non si aspetta.

L’altra è quella del vantaggio diretto per l’utente. Che non c’è praticamente mai qui da noi. È un’assurdita far linkare un Qr-code in vetrina ad un catalogo! Qualche giorno fa, a Jesolo, mi sono imbattuto in un Qr-code di un chiosco lungo la spiaggia che rimandava direttamente alla (desolata) fanpage su Facebook. A mio avviso basta scrivere “scansiona, diventa fan, e avrai un caffè gratis” per ricevere un feedback molto positivo…

Forse è un’illusione, ma credo che i margini per sfruttare meglio questo media moderno ci siano tutti! Voi che ne pensate?

Le condivisioni sui social portano nuove vendite? [Infografica]

Un dato interessante. Le condivisioni tramite email diretta (io mando una mail a un amico) sono sempre le più efficaci.

Perchè hai bisogno di SEO [Infografica]