Un Content Marketer è un Ritratto di Picasso

Picasso - Ritratto di Juan Gris

Picasso – Ritratto di Juan Gris

Spesso mi capita di cogliere un’ispirazione leggendo un’infografica interessante. Quella di oggi mi porta a riflettere sul multitasking: lo spauracchio di chiunque lavori nel web. Ti costringe a saltare da un progetto all’altro senza sosta, senza logica e spesso senza nemmeno un vero motivo.

Ho iniziato a utilizzare Toggl, un time tracker che mi aiuta a capire quanto tempo dedico ai diversi progetti e ai singoli task di ogni progetto. Inutile dire che è una giungla; contro ogni principio della mia amata quanto – giocoforza – inapliccata Tecnica del Pomodoro. Task iniziati, stoppati, sostituiti, posticipati…

Ma non è di questo che voglio parlare. Quello che desidero evidenziare è il “dramma” del content marketer, di chi si occupa di creazioni di contenuti, che porta all’estremo il concetto di multitasking. Perché questa iperbolica parola, “dramma”?

  • Perché probabilmente se ti occupi di contenuto non sei un ingegnere (leggi web developer)
  • Perché se comunichi sui social probabilmente non sei un artista (leggi graphic o web designer)
  • Perché sicuramente se sei a caccia di “mi piace” o di “click” non sei incravattato (leggi sales o account)

Tu ti occupi di contenuto. È probabile che ci siano cose più importanti prima di te. Il cliente, la grafica, l’infrastruttura web. Diciamo la verità: spesso sei abbandonato a te stesso. Ed è proprio qui che nascono le varie sfaccettature di un content manager:

Leggi il resto…

A parte i soldi e gli “amici”, siamo tutti un po’ Zuckerberg

Questa bella infografica mette a confronto il 30enne medio e Mark Zuckerberg.

La differenza, in fondo in fondo, è solo qualche miliardo di dollari…

Image from Mashable: http://mashable.com/2014/05/14/mark-zuckerberg-vs-30-year-old/

Misure e dimensioni per un perfetto social media design

Ecco un’utile tabella riassuntiva che racchiude tutte le dimensioni fondamentali per creare l’immagine coordinata da utilizzare nella nostra strategia di social media marketing.

Un must da tenere sempre a portata di click. Almeno per me!

Social Media Spec Guide

by ashleighlay.
Explore more infographics like this one on the web’s largest information design community – Visually.

Statistiche di utilizzo dei Qr-code. Eppure si muove… [Infografica]

Altra infografica che parla di Qr-code. Il dato da sottolineare è che nel 2012 il 47% degli intervistati dichiara che userà un Qr-code come parte della sua strategia di marketing (contro l’8% del 2011).

Insomma è inutile ma non possiamo farne a meno?

SMM – Come Spaccare sui Social in 30 Minuti al Giorno [Infografica]

Sicuramente si tratta di stime un po’ ottimistiche, ma questa infografica suggerisce anche alcuni utili consigli per “governare” l’universo social che ci circonda!

Il Qr-code serve davvero a qualcosa?

Qual è l’utilità di un Qr-code? Tempo fa me lo chiedevo, ma la risposta era che per come veniva usato da noi, la sua reale valenza non era molta. Tuttavia questo è uno strumento che resiste nel tempo. Anzi, il suo utilizzo da parte dei pubblicitari sembra crescere nel tempo. Secondo comScore cresce l’utilizzo anche da parte degli utenti, anche se molti confessano di averli visti ma di non utilizzarli, o di non sapere come farlo.

Esistono però molti brillanti esempi di utilizzo di questo media. Ne riporto due di recenti:

1. Il ministero del turismo ecuadoriano si promuovere con un qr-code applicato al prodotto che esporta maggiormente nel resto del mondo: la banana.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=n-WyPqpcvnk]

 

2. Un candidato sindaco di Viterbo, Gianmaria Santucci, lo utilizza addirittura nei manifesti elettorali e ci organizza nientemeno che un flashmob.

Gianmaria Santucci Qr-code

Foto: http://qrcodeitaly.blogspot.it

In entrambi i casi c’è un vecchio “mezzo” e la necessità di comunicare qualcosa di nuovo.

Questa a mio avviso è una delle due letture per utilizzare correttamente il Qr-code: stimolare l’utente a scoprire qualcosa. Ma poi dargli veramente qualcosa, che magari non si aspetta.

L’altra è quella del vantaggio diretto per l’utente. Che non c’è praticamente mai qui da noi. È un’assurdita far linkare un Qr-code in vetrina ad un catalogo! Qualche giorno fa, a Jesolo, mi sono imbattuto in un Qr-code di un chiosco lungo la spiaggia che rimandava direttamente alla (desolata) fanpage su Facebook. A mio avviso basta scrivere “scansiona, diventa fan, e avrai un caffè gratis” per ricevere un feedback molto positivo…

Forse è un’illusione, ma credo che i margini per sfruttare meglio questo media moderno ci siano tutti! Voi che ne pensate?

Le condivisioni sui social portano nuove vendite? [Infografica]

Un dato interessante. Le condivisioni tramite email diretta (io mando una mail a un amico) sono sempre le più efficaci.

Perchè hai bisogno di SEO [Infografica]

Vine e l’estetica dell’attimo

Vine LogoL’introduzione si potrebbe saltare. Tanto la sapete già. La società moderna… velocità… poco tempo a disposizione … si clicca “Like” e si condivide senza pensarci troppo. Meglio se una foto, che non a caso è il contenuto che si suggerisce di condividere il più possibile ai social media manager…

Instagram, quest’app geniale e diabolica, ha dato una spinta ancora maggiore a questa tendenza, anche nel social media marketing aziendale, tramite il cosiddetto visual story telling.

Ma a parte questi fatti che tutti conoscete già, io credo che Instagram funzioni perché serve a farci recuperare “il tempo“. A dare valore ai nostri istanti (spesso inutili) quotidiani tramite l’applicazione di un filtro. Ha un valore positivo, di appagamento (quando riceviamo un like), di auto-realizzazione, direbbe Maslow. Certo questa è una tendenza generale nei social (vale lo stesso per un retweet) ma su Instagram la soddisfazione è maggiore. Ne parlavo in questo post qualche tempo fa e ne sono tutt’ora piuttosto convinto.

Il fatto che qualcuno colga in una mia foto qualcosa di interessante, il suo personale puntum barthesiano, dà valore a quell’attimo. Valore innanzitutto per me. Un valore ancora maggiore perché non mostro la foto stampata al mio migliore amico, ma la lancio nella mischia del social!

Provando Vine, la nuova video social app lanciata da Twitter sulla bocca di tutti, provo sensazioni simili. Posso raccontare una storia, la mia, e chiunque può vederla. Lo faccio in due tap, è istantaneo, è un “attimo“.  Il fatto che tutto ciò che posso riprendere debba stare in 6 secondi, conferisce a quello stesso frammento di tempo un valore grandissimo. Valore che accresce ancor più  davanti alla sempre maggiore possibilità che molta gente veda questo video. Ecco che torna infatti il discorso dell’immediatezza: dura 6 secondi, quindi vederlo non mi costa alcuna “fatica”.

Certo spesso assisteremo anche in Vine a video artificiosi, creati ad hoc. Ma per qualche ragione ci vedo qualcosa di “filosofico”. È un pezzetto di vita vera (più vera di quella di Instagram!) che condividiamo con il mondo. Visitando siti come Vinepeek o Vineroulette, che mostrano filmati di Vine in tempo reale, resto incollato al monitor per vedere quello che la gente, perfetti esseri umani sconosciuti, sta facendo in quel momento a due passi da me o dall’altra parte del mondo. La realtà (unita al real time) potrebbe essere il pezzo forte di Vine, quello che “mi convince”.

Quanto al social media marketing, credo che anche le aziende capiranno e faranno proprio questa caratteristica di Vine, offrendo non solo piccoli spot di 6 secondi (certo, ci saranno anche quelli) ma anche qualcosa di meno artefatto rispetto a ciò che siamo abituati a vedere sui social. O almeno lo vorrei sperare con il lancio di questa nuova app…

Insomma, chi vuole mi linki pure il suo video di Vine, lo guarderò con attenzione 😉

[Edit] Aggiungo qui un altro esperimento con questa nuova app:

 

Procrastination – Procrastinare

Uno dei miei video preferiti di tutti i tempi su Vimeo… Procrastination is social media too…