Come Creare un Hashtag per Raccogliere le Foto del tuo Matrimonio su Instagram Gratis

Fra i vari eventi di quest’anno il più bello, importante e anche impegnativo è stato il mio matrimonio con Valentina.

Oltre alla miriade di dettagli da organizzare, giusto per complicarci la vita, ho deciso di raccogliere tutte le foto scattate dagli invitati al nostro matrimonio su Instagram, per poi mostrarle su un maxischermo durante la festa.
Ormai non è nemmeno più tanto originale, ma vi spiego comunque come ho fatto.

Tralascio l’infinità di tool che si possono usare. Qui trovate una lista, per avere l’idea.

Vi dico solo quello che ho usato io, che è gratuito, e si chiama liveflow.

Semplicissimo da usare. Basta mettere la data d’inizio e l’hashtag da aggregare e mostrare a video.

Attenzione però a non dare niente per scontato. Ecco alcuni consigli:

Leggi il resto…

SMM – Come Spaccare sui Social in 30 Minuti al Giorno [Infografica]

Sicuramente si tratta di stime un po’ ottimistiche, ma questa infografica suggerisce anche alcuni utili consigli per “governare” l’universo social che ci circonda!

Vine e l’estetica dell’attimo

Vine LogoL’introduzione si potrebbe saltare. Tanto la sapete già. La società moderna… velocità… poco tempo a disposizione … si clicca “Like” e si condivide senza pensarci troppo. Meglio se una foto, che non a caso è il contenuto che si suggerisce di condividere il più possibile ai social media manager…

Instagram, quest’app geniale e diabolica, ha dato una spinta ancora maggiore a questa tendenza, anche nel social media marketing aziendale, tramite il cosiddetto visual story telling.

Ma a parte questi fatti che tutti conoscete già, io credo che Instagram funzioni perché serve a farci recuperare “il tempo“. A dare valore ai nostri istanti (spesso inutili) quotidiani tramite l’applicazione di un filtro. Ha un valore positivo, di appagamento (quando riceviamo un like), di auto-realizzazione, direbbe Maslow. Certo questa è una tendenza generale nei social (vale lo stesso per un retweet) ma su Instagram la soddisfazione è maggiore. Ne parlavo in questo post qualche tempo fa e ne sono tutt’ora piuttosto convinto.

Il fatto che qualcuno colga in una mia foto qualcosa di interessante, il suo personale puntum barthesiano, dà valore a quell’attimo. Valore innanzitutto per me. Un valore ancora maggiore perché non mostro la foto stampata al mio migliore amico, ma la lancio nella mischia del social!

Provando Vine, la nuova video social app lanciata da Twitter sulla bocca di tutti, provo sensazioni simili. Posso raccontare una storia, la mia, e chiunque può vederla. Lo faccio in due tap, è istantaneo, è un “attimo“.  Il fatto che tutto ciò che posso riprendere debba stare in 6 secondi, conferisce a quello stesso frammento di tempo un valore grandissimo. Valore che accresce ancor più  davanti alla sempre maggiore possibilità che molta gente veda questo video. Ecco che torna infatti il discorso dell’immediatezza: dura 6 secondi, quindi vederlo non mi costa alcuna “fatica”.

Certo spesso assisteremo anche in Vine a video artificiosi, creati ad hoc. Ma per qualche ragione ci vedo qualcosa di “filosofico”. È un pezzetto di vita vera (più vera di quella di Instagram!) che condividiamo con il mondo. Visitando siti come Vinepeek o Vineroulette, che mostrano filmati di Vine in tempo reale, resto incollato al monitor per vedere quello che la gente, perfetti esseri umani sconosciuti, sta facendo in quel momento a due passi da me o dall’altra parte del mondo. La realtà (unita al real time) potrebbe essere il pezzo forte di Vine, quello che “mi convince”.

Quanto al social media marketing, credo che anche le aziende capiranno e faranno proprio questa caratteristica di Vine, offrendo non solo piccoli spot di 6 secondi (certo, ci saranno anche quelli) ma anche qualcosa di meno artefatto rispetto a ciò che siamo abituati a vedere sui social. O almeno lo vorrei sperare con il lancio di questa nuova app…

Insomma, chi vuole mi linki pure il suo video di Vine, lo guarderò con attenzione 😉

[Edit] Aggiungo qui un altro esperimento con questa nuova app:

 

Tonki – Instagram da appendere

Nell’ultimo anno il fenomeno del photosharing, impersonato da Instagram, ha registrato cifre da record. A volte però trovo questa “moda” effimera. Scatto una foto più per condividerla, tramite questo nuovo fenomeno sociale, che per me stesso. Una volta, con il rullino, le foto si facevano innanzitutto per ricordare qualcosa. Magari anche per mostrarle a qualche amico, ma per prima cosa si fissa un istante nel tempo. Per se stessi.

La fisicità della foto stampata si è però persa prima con le fotocamere digitali, poi con Instagram. Nel momento stesso in cui la scatto la foto finisce in una gallery che poi torno a sfogliare raramente, forse anche perché sono le foto stesse a essere di più, e quindi più “futili”.

Ogni tanto quindi, almeno personalmente, mi torna l’esigenza di un supporto concreto per il nostro ricordo.

Quasi casualmente ho scoperto Tonki, una simpatica e diversa soluzione a questa esigenza.
Si tratta di una cornice in cartone ecologico, ideata e realizzata da Wehangit sulla quale possiamo farci stampare direttamente le nostro foto importandole dal nostro profilo Instagram.

My tonki

Il prodotto è molto semplice e carino, costa 9.99 € (più spese di spedizione), arriva a casa per posta, ce lo possiamo montare da soli in poche semplici mosse e appenderlo alla nostra parete. Niente di rivoluzionario, direte voi. Eppure qualcosa di concreto, dico io. Quella concretezza che spesso molti di noi sentono mancare nell’era dei social media e dell’instant sharing imperante…

Io ne ho presi un paio e devo dire che mi hanno sorpreso. Peraltro potrebbero essere il vostro regalo ideale per San Valentino… io, fossi in voi, un giretto ce lo farei!

[vimeo http://www.vimeo.com/52016322 w=500&h=281]

Tonki, the ecological printed frame by Wehang.it from Wehang.it on Vimeo.

Instagram, i social e il valore dei ricordi

Oggi mi sono casualmente imbattuto in una discussione sull’utilizzo di Instagram, ascoltando la replica di Melog 2.0, trasmissione di Gianluca Nicoletti su Radio 24.

Si discuteva di come una delle funzioni principali sia quella di applicare i filtri “vintage”. Vintage è bello. Perchè?

Perchè ci permette di conferire valore a un’immagine perfettamente inutile. Il valore che per noi ha una cosa passata. Difficilmente infatti noi essere umani cogliamo il valore del presente. Lo recuperiamo nel ricordo delle cose passate. Nel mondo di internet il “presente” è amplificato, è più veloce, è in 140 caratteri che finiscono velocemente nell’oblio. Il presente, così com’è, è già passato senza un “like”  o un “retweet”.

Con Instagram cerchiamo di dare un valore aggiunto ai nostri istanti quotidiani, il valore del passato. Anticipiamo la naturale acquisizione di valore degli oggetti con il tempo, rendendoli “ricordi” prima che essi effettivamente lo siano.

Questo recuperare la dimensione  e il ritmo di un presente che sembra scorrere troppo veloce è una tendenza che sta emergendo. Cos’è la Facebook Timeline se non il tentativo di conferire importanza (questa volte a posteriori) a qualcosa che inizialmente (per noi) ne aveva poca? Un altro servizio che ho da poco scoperto è Timehop, che ci manda una mail quotidiana ricordandoci dove eravamo e cosa abbiamo scritto un anno fa: stesso principio.

Forse questi nuovi media ci stanno facendo correre troppo? Non credo. Non lo so. Mi piacerebbe discuterne con qualcuno qui sotto, sempre che abbia tempo di leggere tutto il post…