Un Content Marketer è un Ritratto di Picasso

Picasso - Ritratto di Juan Gris

Picasso – Ritratto di Juan Gris

Spesso mi capita di cogliere un’ispirazione leggendo un’infografica interessante. Quella di oggi mi porta a riflettere sul multitasking: lo spauracchio di chiunque lavori nel web. Ti costringe a saltare da un progetto all’altro senza sosta, senza logica e spesso senza nemmeno un vero motivo.

Ho iniziato a utilizzare Toggl, un time tracker che mi aiuta a capire quanto tempo dedico ai diversi progetti e ai singoli task di ogni progetto. Inutile dire che è una giungla; contro ogni principio della mia amata quanto – giocoforza – inapliccata Tecnica del Pomodoro. Task iniziati, stoppati, sostituiti, posticipati…

Ma non è di questo che voglio parlare. Quello che desidero evidenziare è il “dramma” del content marketer, di chi si occupa di creazioni di contenuti, che porta all’estremo il concetto di multitasking. Perché questa iperbolica parola, “dramma”?

  • Perché probabilmente se ti occupi di contenuto non sei un ingegnere (leggi web developer)
  • Perché se comunichi sui social probabilmente non sei un artista (leggi graphic o web designer)
  • Perché sicuramente se sei a caccia di “mi piace” o di “click” non sei incravattato (leggi sales o account)

Tu ti occupi di contenuto. È probabile che ci siano cose più importanti prima di te. Il cliente, la grafica, l’infrastruttura web. Diciamo la verità: spesso sei abbandonato a te stesso. Ed è proprio qui che nascono le varie sfaccettature di un content manager:

  • un po’ di mente scientifica, per analizzare dati, insight e testare nuove soluzioni.
  • con una mano si fa un po’ di copywriting (la parte più bella, per quel che mi riguarda).
  • con l’altra un po’ di codice (vuoi non sapere le basi dell’HTML).
  • un tocco da graphic designer (se fai un post per un blog non vorrai mica scomodare un grafico per il visual!).
  • l’intuizione creativa, qualcosa di non analizzabile, che però tocchi il cuore di chi ti legge…
  • un po’ di background giornalistico (perché le fonti sono sempre importanti).
  • non vorremo mica trascurare un’infarinatura di SEO (almeno se vogliamo che qualcuno “ci legga”)
  • improvvisazione, carpe diem o, come è bello dire oggi, reactive marketing.
  • un filantropico cuore d’oro, per ascoltare quello che l’audience ti dice e per aiutarla a risolvere gli insormontabili problemi

E potrei proseguire. Ci pensa al posto mio, e in modo più simpatico, l’infografica qui sotto.

Certamente anche developer, designer, sales e account portano con sè diversi compiti contemporaneamente. Ma spesso ho avuto l’impressione che chi si occupa di contenuto, non avendo una qualifica e spesso neanche un percorso di studi ben definito, debba spesso arrabattarsi per trovare da sè la soluzione che cerca, finendo così non solo a svolgere diversi task contemporaneamente (come tutti) ma indossando ogni 5 minuti una differente e pirandelliana maschera lavorativa.

I ritratti di Picasso colgono, in uno solo piano bidimensionale, diverse luci, sfaccettature e propensioni dei modelli. Questo polimorfismo spesso mi ricorda il mio lavoro quotidiano. Ecco perché mi piace affermare che un content marketer è un quadro di Picasso.

Portrait of a Content Marketer: More Than a Marketer

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